giovedì 24 dicembre 2015

UN VICINO LONTANO

Nel mio lavoro è spesso presente l’oscillazione, un avvicinamento e un allontanamento continuo dalle cose. Come se avessi necessità di guardare le cose a volte da molto vicino, altre volte da molto lontano. La fotografia è per me lo sguardo ravvicinato, un tentativo di fermarsi ad osservare da molto vicino, in solitaria. L’istallazione permette invece di allontanarsi momentaneamente e creare dispositivi da condividere, che contemplino un osservatore e un pubblico. Imprescindibile è quindi la dimensione temporale, con la quale mi confronto costantemente. Non esiste lo spazio senza il tempo che scorre e sottolinea lo spazio e la sua esistenza, mentre lo attraversi.
In UN VICINO LONTANO presento due lavori, uno istallativo e uno fotografico. Questo accostamento riporta in vita l’oscillazione continua. Un movimento autistico forzato, a volte fisico, a volte fatto di solo pensiero.


Opere in mostra


[lat. panis]
2015
Il semplice gesto della consegna del pane a domicilio, in poche case avviene ancora. E’ un gesto che ha molti significati, parla di qualcosa che forse non c’è più, un quotidiano che appartiene a pochi.
Il pane è alla base dell’alimentazione da sempre, per gli Egizi non solo fonte di cibo ma anche simbolo di ricchezza. Il pane è un elemento colmo di significati, un vero e proprio simbolo.
Osservando un sacchetto del pane ottieni molte informazioni della persona che lo riceverà. Una su tutte, se vive da solo, ad esempio. Un sacco grande non parla di una sola persona, appartiene sicuramente a qualcuno che ama circondarsi di gente.
Ogni sacchetto è allora un piccolo ritratto, porta con sé un racconto.
Uno di questi sacchetti è messo in cornice, tenuto chiuso con forza, schiacciato da due morse. Questo sacchetto non ha un vero e proprio destinatario, riporta solo la scritta X … (per chiunque, per nessuno, per tutti, per me..)
Ai piedi della cornice, sul pavimento una marea di sacchetti con i loro destinatari riportati sul fronte. Questi sacchetti sono però solo pieni di aria, riempiti con dell’area compressa.

Frazioni
2013
Un paese e una quantità di finestre chiuse, ma vi sono fiori ai balconi e alle finestre: queste case non sono disabitate.

Serie di 16 fotografie appartenenti ad un più ampia selezione di immagini scattate nelle sette frazioni del paese di Malonno durante l’edizione 2013 della Residenza Artistica Case Sparse | Tra l’Etere e la Terra. Le immagini amplificano l’opera site specific istallata a Malonno dal titolo “Porta-mi”. Una porta di legno alta più di tre metri inserita tra due alberi.
Ogni scatto presenta un’apertura da cui emergono fili d’erba: l’obiettivo è di donare a questi sguardi nuovi accessi per una rinnovata relazione con il mondo circostante. Per questa occasione viene presentata la selezione di immagini che in passato, sotto forma di cartoline, erano state donate ad alcuni visitatori della mostra, attraverso un’azione performativa. Qui sono riportate come scatti semplici, non più immagini sfuggenti, ma ferme stampati su carta fotografica opaca.